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  -  Culture   -  Edwige Guiebre, la tata marrone a scuola di sensibilizzazione
Edwige Guiebre la tata marrone

Edwige Guiebre è una giovane ragazza che ha trasformato l’amore per i bambini e l’attenzione per un’educazione più plurale prima in una passione e poi in un lavoro.

Fin dalla tenera età ho sempre amato stare a contatto con i bambini, con loro trovo serenità, sento la loro innocenza, purezza, spontaneità. 

– Edwige Guiebre

Ha svolto diversi mestieri, ma ciò che la rendeva viva e felice, come ci racconta, era appunto lavorare con i bambini.

Ha cominciato come babysitter, lavorando per diversi anni presso una nota famiglia nel comune di residenza.

Successivamente ha svolto il servizio civile regionale presso un centro di aggregazione per ragazzi dai 6 ai 14 anni. In questa struttura si aiutavano i bambini a svolgere i compiti scolastici: la maggioranza era di origini straniera, bambini che manifestavano qualche carenza e difficoltà nella lingua italiana. 

Dopo questa esperienza è nata in lei la consapevolezza che, per poter svolgere il mestiere che amava, era necessario iscriversi ad un corso di laurea adeguato, che le avrebbe fornito le competenze giuste.

Una volta conseguito la laurea il percorso di Edwige è in salita, o quasi.

Eddy trova subito un impiego, l’entusiasmo è grande, non vede l’ora di mettersi in gioco e mettere in pratica tutte le nozioni acquisite durante i 3 anni della triennale.

Volevo soprattutto capire se era il mestiere che desiravo fare e se ne ero all’altezza.

– Edwige Guiebre

Come sarebbe stata la reazione del mondo nel vedere una maestra tanto diversa dalle solite?

Edwige ha iniziato a frequentare varie scuole, si creavano situazioni differenti, alcune piacevoli altre anche spiacevoli ma la tata Eddy oltre ad essere dolce e paziente, era una ragazza forte che, con il tempo, ha imparato a non chinare la testa. Al contrario, laddove si manifestavano situazioni che non riteneva idonee sapeva tira fuori la voce ed esprimere le sue ragioni.  

Era arrivata ad un punto in cui in alcune scuole doveva rendere conto a tutti, tra sguardi e atteggiamenti superficiali, il motivo per cui si trovasse lì. Per alcune persone era la mamma di qualche bimbo, la zia, per qualcuno addirittura era un’alunna.

Non era mai vista come un’educatrice, una maestra di sostegno.

Allora ho detto: basta la tata marrone esiste, sono io, anche se provengo da un altro paese. 

– Edwige Guiebre

Edwige Guiebre tra scuola e rappresentazione

Eddy era stanca di dare lezione di vita a tutti di fornire spiegazioni. Da qui è nata l’idea di scrivere un libro per portare l’attenzione sulla mancanza della categorie di educatori, insegnanti provenienti da altri paesi.

In una società multiculturale, dove la realtà della diversità nelle classi era ben presente, Edwige riteneva giusto che anche queste persone venissero rappresentate. Persone che amano il proprio lavoro e ne sono anche capaci.

Il suo primo libro “La tata marrone” viene pubblicato con la casa editrice Europa Edizioni. Eddy è la “tata marrone”, una tata molto dolce, gentile, sensibile e sempre disponibile. Ha una missione speciale: viene inviata nelle scuole per aiutare i bambini che manifestano il bisogno di un aiuto particolare.

A modo suo Eddy inizia un percorso di sensibilizzazione.

Ricordo la prima volta che vidi una ginecologa nera, mi sono illuminata e sentita rappresentata. Ero felice, orgogliosa, ho iniziato a sognare su ciò che volevo davvero fare!

– Edwige Guiebre

Ci sono momenti d’impatto e d’ispirazione che ci segnano più o meno profondamente. In Nebua World ne siamo consapevoli.

La vista di quella figura ha scaturito in Edwige un desiderio di realizzazione, di ambizioni e di forti credenze che un giorno, come la ginecologa nera, anche lei avrebbe realizzato i suoi sogni: lavorare dove voleva, nelle scuole.

Penso che i figli di seconda generazione abbiano bisogno di vedere il mondo cambiare, trasformarsi.

Abbiamo bisogno di sognare, vedere più stimoli, più rappresentazione.

Abbiamo un compito molto importante, decostruire la storia!

– Edwige Guiebre

Mi trovo d’accordo nelle sue parole ed è per questa ragione che ho dato vita al Magalog #WeAreNebua, per raccontare una società italiana più vera, fatta di donne con competenze, sogni, passioni e progetti, talento oltre il colore della pelle.

Edwige lavora come educatrice a Modena e con questo racconto semplice e sincero porta la sua esperienza nelle scuole, cercando di smontare i pregiudizi e invitando i più piccoli, e i più grandi soprattutto, a non fermarsi mai davanti alle apparenze.

Attualmente è in corso di specializzazione, il suo sogno è quello di diventare pedagogista, magari un giorno aprirà una sua scuola, in Italia o in Africa perché no? La forza di volontà e l’impegno, come ci ha dimostrato, non le mancano.

Essere ispirati per ispirare

Edwige è una ragazza umile, disponibile sempre pronta a dare una mano a chi ne ha bisogno, senza chiedere nulla in cambio. 

Nel suo piccolo cerca strategie per migliorare il mondo. Non ha figure alle quali si ispira in modo particolare ma ammira e stima molto Genevieve Makaping. Lei è una nota scrittrice, giornalista e antropologa camerunese, che ci invita a conoscere.

Edwige sogna un mondo colorato in cui venga riconosciuta la bellezza della diversità!

Con il suo libro prova a sensibilizzare e motivare chiunque ad inseguire i propri sogni a prescindere dalla sua provenienza o dal suo passato.

Nulla è impossibile e non è mai troppo tardi per cominciare!

Appena la situazione sanitaria sarà migliorata attiverà il progetto di laboratorio sulla diversità nelle scuole.

Fare l’educatrice è un lavoro faticoso, ma la relazione con i bambini ripaga tutti gli sforzi, ci dice!

Quando manca da scuola, al suo rientro i bimbi le chiedono il motivo dell’assenza e scherzando la tata Eddy risponde che non ha sentito la sveglia! I suoi alunni allora le consigliano di programmare tre, quattro sveglie.

Quando non mette gli orecchini glielo fanno notare.

Infine, quando capita che si soffermano sul colore della pelle, Edwige semplicemente spiega loro che è nata in un Paese dove fa sempre caldo. I bimbi capiscono. Per loro è la Tata Edwige su cui possono contare, condividere le loro storie. Una tata su cui trovare conforto, amore e disponibilità.

Edwige conserva le loro domande indiscrete, i disegni, gli abbracci, i baci.

È una soddisfazione quando sento chiamare il mio nome tanto diverso dai soliti nomi ai quali sono abituati. 

– Edwige Guiebre

La Tata Edwige c’è sempre per loro e ci sarà sempre. 

Mi piace definirmi un essenza afroitaliana, una cittadina del mondo. Sognatrice e un po’ nerd a modo mio, sono una ragazza curiosa che ha tante passioni e adora la bellezza della vita.