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  -  Culture   -  La ricerca dell’identità e Il permesso di essere
La ricerca dell'identità

  

« È una realtà universalmente riconosciuta… »

(Austen,1813)

…che veniamo al mondo entrando in una dimensione di simboli, credenze e categorie ed è una realtà parzialmente conosciuta che queste stesse categorie possono intrappolarci durante la nostra ricerca dell’identità.

Così Jane Austen, nel primo capitolo di Orgoglio e Pregiudizio (1813), introduce il suo sguardo critico sulla società inglese dei primi dell’800, una lente che sottolinea come la narrativa dell’altro influenzi le relazioni sociali e come la narrativa su noi stessi pone al centro l’eterna dinamica:

Ciò che mi hanno detto che sono vs Ciò che che credo di essere.

La ricerca dell’identità è un percorso che dovrebbe essere affrontato con entusiasmo e voglia di scoprire, con una capacità di sperimentare gli ostacoli come qualcosa che tempra la nostra forza interiore e che evita quindi il limitare del nostro stesso cammino.

Quando si assumono le caratteristiche di una specifica categoria o quando si è inconsapevoli di essa, ci viene tolta l’opportunità di scoprire chi siamo.

Nella società odierna l’automatico tende a sostituire tutto: dall’uso dei piccoli oggetti quotidiani alle interazioni umane.

Il nostro agire è diventato automatico, i nostri gesti, le nostre abitudini, i nostri pensieri…I nostri pensieri?

La ricerca dell’identità: tra automatismo e spontaneità

Guardiamoci intorno, osservate se ne avete il privilegio. Osservate gli altri ma soprattutto voi stessi. Come reagiamo alle notizie del giorno? Come ci fanno sentire? che reazione abbiamo?

Qui la separazione tra ciò che gli altri dicono che tu sia e ciò che tu credi di essere, qui la differenza tra Automatismo e Spontaneità. 

Automatismo è una reazione predisposta. Un’idea su un certo argomento su cui non avevamo mai rifletutto, ma che ha la tendenza di rispondere con un meccanismo preparato, portando alla creazione di dinamiche che possono portare al pregiudizio su noi stessi e gli altri. 

Spontaneo è quella reazione libera dal pregiudizio e disciplinata da una mente consapevole. Nella spontaneità non esiste coercizione esterna o artificio, il reagire rimane indeterminato dall’influsso del contesto. Una mente, o semplicemente noi stessi, per rimanere spontanea necessita di riconoscere uno dei suoi poteri più grandi. 

“Il potere di decidere come reagire agli eventi esterni”

Questo potere, intrinseco in ognuno di noi, dona la consapevolezza che PUOI DECIDERE come reagire, esso ti dona una pausa per osservare ciò che stai provando e DECIDERE come rispondere. 

La scissione, tra ciò che gli altri dicono che tu sia e ciò che tu credi di essere avviene quando si è inconsapevoli di questo potere, permettendo a fattori esterni di determinare la nostra identità.

La separazione da noi stessi avviene quando si rinuncia al proprio potere di decidere come reagire in qualunque situazione. 

Il permesso di essere

Vi riporto qui un breve MANIFESTO che scrissi qualche anno fa, che mi aiutò a focalizzare meglio questo concetto:

“Come percepisci la tua vita è in tuo potere;

Come reagisci agli attacchi è in tuo potere;

Quanto capace vuoi essere nella tua arte è in tuo potere;

Il modo in cui decidi di fare qualunque cosa è una tua libera scelta;

Quanto Umano scegli di essere è in tuo potere;

Quanto puoi imparare dalle situazioni quotidiane è una tua scelta;

La vita succede PER te, non A te.

Quanto consapevole vuoi essere è in tuo potere;

Quanto lontano vuoi scorgere è in tuo potere,

Quanto oltre vuoi andare è in tuo potere;

Quanto gentile vuoi essere con te stesso è un tuo dovere;

Quanto tempo necessiti per migliorare, è un tuo diritto;

La vita succede PER te, non A te.

La connessione è la prima regola in una interazione;

Dimenticare da dove vieni, ti insegna a discriminare il percorso di altri;

Ricordare chi sei, quanto lontano sei andato e quanto oltre vuoi andare, ti insegna a rispettare il cammino di altri senza perdere di vista la tua missione ultima;

Non necessariamente, devi conoscere il tuo compito ora, ma è un dovere verso te stesso essere consapevole dei doni dell’Universo;

Che sono lì per aiutarti a scoprirlo e lì condurti.” 

(Il Permesso di Essere. O O Balogun, 2017MoremiPath)

Danzatrice e Movement Artist, Ofelia ha recentemente concluso i suoi studi in Diverse Dance Styles, alla prima Università In Europa di Danze Africane e della Diaspora Afro Caraibica (Roehampton University of London /IRIE!Dance Theatre). Conduce laboratori in cui Movimento e percezione del sè si intrecciano sottolineando l'importanza di introdurre il concetto del "Decolonialismo della mente e del corpo", offrendo ai ballerini, rappresentanti di corpi di cultura, un nuovo metodo di lavoro che parla di Origini e Consapevolezza.